È stata pubblicata questa mattina la decisione del Consiglio di Stato, Sezione Sesta, che, in riforma dell’ordinanza del TAR Molise, dispone la sospensione della delibera regionale con la quale, lo scorso dicembre, era stato approvato il Piano straordinario regionale di gestione e contenimento della fauna selvatica.
Il provvedimento affidava ai cacciatori l’abbattimento di un numero imprecisato di animali selvatici appartenenti a diverse specie: daino, cervo, capriolo, nutria, coniglio selvatico, minilepre, istrice, tasso, volpe, colombo di città, tortora dal collare orientale, cornacchia grigia, gazza, cormorano, storno e parrocchetto dal collare.
Le motivazioni alla base della pronuncia sono particolarmente incisive e accolgono le argomentazioni presentate in giudizio dalle associazioni animaliste, rappresentate dagli avvocati Michele Pezone ed Herbert Simone. Il Consiglio di Stato ha ritenuto necessario sospendere l’efficacia dell’atto firmato dal presidente Francesco Roberti, riconoscendo il rischio che la misura regionale potesse determinare l’uccisione illegittima di animali selvatici.
I giudici hanno inoltre evidenziato che il ricorso presenta “profili di fondatezza” in riferimento alla mancata previsione di limiti quantitativi e temporali del prelievo delle numerose specie coinvolte.
Nel provvedimento viene poi sottolineata una carenza istruttoria della Regione Molise, in particolare su tre aspetti:
- i danni attribuiti a ciascuna specie e la necessità di misure di controllo differenziate;
- il monitoraggio preventivo delle specie e il coordinamento con l’attività venatoria ordinaria, al fine di tutelare la sopravvivenza delle popolazioni animali;
- la valutazione di adeguatezza e proporzionalità delle misure previste e la reale necessità di interventi di tipo cruento.
“Mentre a livello nazionale la maggioranza parlamentare si sta prodigando per demolire le poche tutele ancora garantite agli animali selvatici, a tutto vantaggio dei cacciatori, siamo molto soddisfatti di essere riusciti a bloccare la deriva filo-venatoria della Regione Molise – dichiarano LAV e LNDC Animal Protection – rinnoviamo il nostro appello al presidente Roberti affinché cancelli il piano censurato dal Consiglio di Stato e si punti invece su metodi non cruenti per favorire la convivenza con la fauna selvatica”.
Fonte: termolionline.it