Il diritto ambientale acquista una nuova luce e non va più considerato minoritario. «Dobbiamo cambiare le categorie giuridiche». L’analisi di Michele Pezone, l’avvocato che si batte per gli animali
Stefano Russello
La cura e la salvaguardia per l’ambiente e per il mondo animale sono tematiche sempre più importanti e presenti nell’opinione pubblica. La società e i media dedicano ormai ampio spazio alle istanze ecologiche e parallelamente cresce in maniera esponenziale l’attenzione nei confronti degli animali, domestici e non. Nell’ambito legale esiste una branca specializzata nella tutela ecologica e animalista, una specialità giuridica spesso trascurata e sottovalutata, ma di vitale importanza per l’organizzazione di una società civile avanzata. Alcuni studi legali hanno abbracciato questo terreno con passione e dedizione, diventando un punto di riferimento, non solo nell’ambiente giudiziario. «Attraverso le azioni legali mirate e l’impegno si possono raggiungere risultati importanti». Parla Michele Pezone, titolare dell’omonimo Studio Legale Associato, da anni in prima linea nelle battaglie legali per la difesa di un mondo sempre più a rischio.
Come nasce la specializzazione del vostro studio su temi così delicati e importanti come il diritto dell’ambiente e degli animali?
«Per me è stata una sorta di vocazione. Fin da giovane sono sempre stato molto attivo nel mondo dell’associazionismo ambientalista e nella tutela degli animali, poi questa passione è diventata oggetto dei miei studi giuridici e della mia attività di avvocato. La tesi di laurea sul Diritto degli Animali, il master in Diritto ed Economia del Mare, lo stage frequentato all’Università di Stoccolma in Maritime and Transport Law, sono le tappe importanti di un percorso ben definito, fatto di passione e impegno. Oggi sono orgoglioso di rappresentare un punto di riferimento nel mio settore. Nel 2019 ho ricevuto il premio come avvocato dell’anno per il diritto ambientale nell’ambito della manifestazione Le Fonti Awards».
Queste tematiche sono sufficientemente tutelate all’interno del sistema giudiziario e nella società in generale?
«Questi temi dovrebbero essere maggiormente tutelati e ne andrebbero colte le implicazioni anche per il mondo dell’economia. Occorre una totale rivisitazione delle norme che regolano l’ambiente, a partire dalla stessa Costituzione, dove andrebbe inserito il concetto di sviluppo sostenibile, quale fondamentale strumento per preservare il Pianeta per le future generazioni ed assicurare una corretta transizione ecologica. Parallelamente andrebbero riviste nel loro insieme le norme dell’ordinamento civile, penale e amministrativo, per assicurare una maggiore e reale tutela nei confronti degli animali. Continuo a ripeterlo, gli animali non sono oggetti, anche se dalla legge vengono ancora considerati delle res. Il Trattato di Lisbona, del resto, ha richiamato gli stati membri dell’Ue a tutelare ogni specie animale, riconoscendo loro la condizione di esseri dotati di sensibilità».
Quali riforme sono possibili per accrescere la sensibilità e l’attenzione di tutti in questi ambiti?
«Bisogna partire dalle scuole, programmando nuovi percorsi formativi sul rispetto e la tutela degli animali e dell’ambiente, così da formare nuove generazioni sensibili e consapevoli. Vedo inoltre la forte necessità di un’ampia revisione delle tradizionali categorie giuridiche. Il diritto ambientale e degli animali è ancora oggi una materia vista da tanti come una sorta di stravaganza giuridica, quando invece acquista un’importanza sempre maggiore all’estero, soprattutto nei paesi anglosassoni. Già da anni ad Harvard si insegna Animal Law e sono nati molti studi legali americani specializzati nella istituzione di pet-trust, fondi a beneficio di animali d’affezione, finalizzati a destinare denaro alla cura e al benessere degli animali in caso di morte o grave malattia dei proprietari. Sono idee e innovazioni possibili anche in Italia».
Quali sono le vostre attività giudiziarie più significative in questo senso?
«Negli anni sono stato patrocinatore di ricorsi amministrativi e azioni penali per conto delle maggiori associazioni nazionali di protezione dell’ambiente e degli animali. Lo Studio si impegna costantemente per ridurre i periodi di caccia e le specie cacciabili. In questo senso mi sono battuto per anni contro una legge della Regione Abruzzo, riuscendo a farne dichiarare incostituzionali alcune norme dalla Consulta. Passando ai giudizi penali, devo citare i tanti processi che grazie alle nostre azioni legali hanno portato severe condanne per reati di uccisione e maltrattamento di animali. Segnalo che presso l’Istituto Zooprofilattico di Grosseto è stato istituito il Centro di Referenza Nazionale per la Medicina Veterinaria Forense, che si occupa di indagini scientifiche di questo tipo, a conferma del sempre maggiore interesse verso questa area giuridica».
pubblicato su: Giustizia – il periodico dell’elite del diritto – allegato al quotidiano Il giornale