I resti del cane Narcos, ucciso il 14 settembre scorso da un poliziotto durante una operazione antidroga avvenuta in un parco di via Osimo, sono stati trovati e sottoposti a una necroscopia (una sorta di autopsia su animale) giovedì scorso. Il cane era stato conservato all’istituto zooprofilattico di Tolentino e all’accertamento hanno partecipato i consulenti nominati dal gip, per l’incidente probatorio, e quelli nominati dalle parti, indagato e persona offesa. All’esame c’erano anche l’avvocato Michele Pezone, per l’associazione animalista Lndc Animal Protection che si batte per i diritti degli animali, con i propri consulenti di parte nominati dall’associazione, Rosario Fico, esperto veterinario forense, e Paride Minervini, esperto balistico. L’associazione animalista ha chiesto, nel corso dell’accertamento che vengano svolti ulteriori accertamenti tecnici, ritenuti necessari per chiarire in maniera completa e definitiva la dinamica dei fatti, alla luce della complessità del caso e delle molteplici questioni ancora da approfondire. “Riteniamo indispensabile che ogni aspetto venga analizzato con il massimo rigore scientifico e tecnico affinché sia fatta piena luce su quanto accaduto – dice Pezone – visto che ci sono ancora degli elementi poco chiari e discordanti nei racconti delle due parti. Solo attraverso accertamenti approfonditi e imparziali sarà possibile accertare eventuali responsabilità e garantire giustizia”. Le verifiche suppletive andranno di pari passo all’accertamento balistico che dovrà indicare a che distanza sono stati sparati i colpi dal poliziotto indagato per uccisione di animale.
Marina Verdenelli – Il Resto del Carlino